Giovedì 4 Giugno 2020
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Base imponibile

  • Domenica, 25 Maggio 2014 21:48

L’individuazione della base imponibile avviene in modo differente a seconda della diverse tipologie di immobili.

  • Fabbricati iscritti in catasto (art. 13, comma 4, D.L. 201/2011)
    La base imponibile dei fabbricati iscritti in catasto è del tutto analoga a quella dell’ICI, con l’eccezione della rivalutazione dei moltiplicatori utilizzati. Essa è ottenuta moltiplicando la rendita catastale, vigente in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutata del 5%, per appositi moltiplicatori, secondo la seguente formula:

    Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore
    La rendita catastale del fabbricato può ottenersi dalla visura catastale (reperibile presso l’Agenzia del Territorio o i professionisti abilitati).
    I moltiplicatori sono invece diversi a seconda della categoria catastale del fabbricato (sempre desumibile dalla visura catastale), come segue:

    Moltiplicatori Imposta municipale propria anno 2013
    Categ. Cat. Moltipl.
    Cat. A (eccetto A/10) 160
    Cat. A/10 80
    Cat. B 140
    Cat. C/1 55
    Cat. C-2-C/6-C/7 160
    Cat. C/3-C/4-C/5 140
    Cat. D (eccetto D/5) 65
    Cat. D/5 80

    Attenzione: il moltiplicatore degli immobili di categoria D (eccetto gli D5) nel 2013 è stato incrementato a 65.

    Casi particolari.
    • Fabbricati di interesse storico o artistico:per tali immobili, rientranti nella definizione di bene culturale dettata dall’art. 10 del D.Lgs 42/2004, il valore imponibile come sopra determinato è RIDOTTO del 50% (art. 13, comma 3, D.L. 201/2011). Non è più invece applicabile lo speciale criterio di determinazione della rendita catastale previsto nell’ICI.
    • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati:il valore imponibile, come sopra calcolato, è RIDOTTO del 50%, a condizione che (art. 13, comma 3, D.L. 201/2011):
      • l’inagibilità o l’inabitabilità sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, da allegare alla dichiarazione oppure, in alternativa, il contribuente presenti una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, rispetto a quanto indicato nel punto precedente;
      • il fabbricato non sia di fatto utilizzato;

    NB: Si considerano inagibili o inabitabili, per la fruizione della riduzione sopra citata, i fabbricati dichiarati tali con apposita ordinanza e quelli che presentano uno stato di accertato degrado fisico non superabile con interventi di manutenzione anche straordinaria.
    Per queste ultime due fattispecie, ove sussistano le condizioni richieste, la base imponibile sarà determinata come segue:

    Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore x 50%
  • Fabbricati appartenenti alla categoria D, interamente posseduti da imprese, distintamente contabilizzati(art. 5, comma 3, D.Lgs 504/92)

    Per i fabbricati:
    • non iscritti in catasto (anche per quelli iscritti ma privi di rendita – Cassazione, sentenza n. 27065/2008);
    • interamente posseduti da imprese;
    • distintamente contabilizzati;
    la base imponibile, come per l’ICI, è data dal valore risultante dalle scritture contabili, opportunamente rivalutato sulla base dei coefficienti annualmente approvati con decreto ministeriale (per l’anno 2013 D.M. 18/04/2013, pubblicato sulla G.U. del 26/04/2013).
    In base al predetto criterio, per determinare la base imponibile, è necessario stratificare il valore contabile del fabbricato in base agli anni di formazione del costo e rivalutare l’importo annuale in base al corrispondente coefficiente ministeriale. Eventuali costi incrementali capitalizzati nell’anno 2012 avranno effetto sull’imposta dovuta per l’anno 2013, mentre i costi capitalizzati nell’anno 2013 saranno considerati solamente ai fini della determinazione del valore imponibile per l’anno 2014 (art. 5, comma 3, D.Lgs 504/92).
    Si ricorda che tale criterio è applicabile solamente fino all’anno nel corso del quale avviene l’attribuzione della rendita catastale (D.M. 701/1994).
  • Aree fabbricabili (art. 5, comma 5, D.Lgs 504/92)
    La base imponibile per le aree fabbricabili è data, come nell’ICI, dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

    Fermo restando che il contribuente è sempre tenuto ad eseguire il pagamento sulla base del valore venale al 1° gennaio, come sopra individuato, al solo scopo di agevolare i contribuenti nell’individuazione del valore imponibile, il Comune approva i valori venali medi in comune commercio delle aree ubicate sul proprio territorio, come da tabella che sarà resa disponibile sul sito internet del Comune. Tali valori hanno una mera funzione indicativa, di individuazione dei valori venali medi per la zona territoriale e la destinazione urbanistica dell’area. A differenza di quanto accadeva nell’ICI, l’adeguamento ai valori da parte del contribuente, in ogni caso, non preclude l’ulteriore attività di accertamento da parte dell’Ente, ove sia riscontrato un valore venale, come definito ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs 504/92, superiore a quello risultante dall’applicazione dei valori comunali.
  • Terreni agricoli (art. 13, comma 5, D.L. 201/2011): esenti dall’imposta.
  • Terreni diversi dai precedenti
    Secondo l’interpretazione fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (istruzioni modello dichiarazione IMU, DM 30/10/2012) e dalla Agenzia delle Entrate (circolare n. 5/E del 11/03/2013) sono esenti dall’imposta anche i terreni cosiddetti incolti, vale a dire quelli diversi dalle aree fabbricabili non destinati allo svolgimento delle attività agricole di cui all’art. 2135 del codice civile.

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Letto 15782 volte Ultima modifica il Domenica, 25 Maggio 2014 22:20

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